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	<title>Nelson..... Thinking 'on 2...</title>
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	<description>Thinking 'on 2... Il mondo secondo Nelson</description>
	<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:02:33 +0000</pubDate>
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		<title>Creare certificati SSL su fedora core 8</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2008/07/17/creare-certificati-ssl-su-fedora-core-8/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 13:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[I certificati SSL che vengono creati dalle distribuzioni hanno chiaramente dei valori di default. In un ambiente di produzione è chiaramente bruttino avere una pagina web protetta con crittografia SSL che dica all&#8217;utente che il certificato della sessione è &#8220;autosegnato&#8221; da localhost.
Vediamo come realizzare attraverso pochi passi un nostro certificato personalizzato.

Creazione Chiave privata
Da utente root, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I certificati SSL che vengono creati dalle distribuzioni hanno chiaramente dei valori di default. In un ambiente di produzione è chiaramente bruttino avere una pagina web protetta con crittografia SSL che dica all&#8217;utente che il certificato della sessione è &#8220;autosegnato&#8221; da localhost.<br />
Vediamo come realizzare attraverso pochi passi un nostro certificato personalizzato.</p>
<p><!-- more --><br />
Creazione Chiave privata</p>
<p>Da utente root, creaiamo la nostra chiave privata</p>
<p># openssl genrsa -des3 -out server.key 1024</p>
<p>Questo creerà nella cartella <span style="font-family: Monotype Corsiva;">/etc/pki/tls</span> un file  server.key, contentente la chiave privata. Ci verrà chiesta una password che è necessaria ogni volta che accederemo alla nostra chiave privata.</p>
<p>Il secondo passo consiste nel creare una richiesta di certificato di segnatura. La richiesta la faremo a&#8230; noi stessi, usando la chiave appena creata. Digitiamo quindi</p>
<p># openssl req -new -key server.key -out server.csr</p>
<p>Dovremo inserire alcune informazioni, come la nazione, il nome della nostra organizzazione ed altre. Inserite informazioni corrette perchè queste verranno visualizzate dal browser quando verrà richiesto un accesso sicuro alle pagine.</p>
<p>Poichè andrea ad usare i certificati con Apache ad esempio è utile far si che non ci sia una richiesta di password ad ogni accesso alla chiave, cosa fastidiosa in fase di boot. Per eliminare la password procediamo come segue. Copiamo la chiave</p>
<p># cp server.key server.key.orig</p>
<p>e creaiamo il certificato segnato usando RSA come algoritmo, che non chiederà più la password.</p>
<p># openssl rsa -in server.key.orig -out server.key</p>
<p>A questo punto siamo pronti per generare un certificato auto segnato. Digitiamo</p>
<p>#  openssl x509 -req -days 365 -in  server.csr -signkey server.key -out server.crt</p>
<p>A questo punto avremo il nostro file server.crt in /etc/pki/tls pronto per essere utilizzato</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Driver Linux e1000 su Dell PowerEdge 2900</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2008/02/10/driver-linux-e1000-su-dell-poweredge-2900/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 13:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[software libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Bellissime macchine i DELL poweredge. Peccato che ieri mi sia capitata una disavventura davvero originale. Installo RedHat Enterprise 5. Scarico i driver aggiornati dal sito DELL (la macchina ha 4 schede di rete), configuro la rete e&#160; provo a navigare. 
Risultato sconcertante! Certi siti vanno ed altri no. Anzi, dopo alcuni minuti capisco che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissime macchine i DELL poweredge. Peccato che ieri mi sia capitata una disavventura davvero originale. Installo RedHat Enterprise 5. Scarico i driver aggiornati dal sito DELL (la macchina ha 4 schede di rete), configuro la rete e&nbsp; provo a navigare. </p>
<p>Risultato sconcertante! Certi siti vanno ed altri no. Anzi, dopo alcuni minuti capisco che i driver ricevono un certo quantitativo di dati e poi sembra si fermino. In realtà non chiudono la connessione. solo non ricevono più pacchetti. Ho risolto andando direttamente ad agire sulle impostazioni del protocollo TCP, relativamente alla opzione &#8220;window scaling&#8221;, come descritto nell&#8217;<a href="http://www.ietf.org/rfc/rfc1323.txt">RFC 1323</a>.</p>
<p>dando </p>
<p><font size="-1"><strong>#echo &#8220;0&#8243; &gt; /proc/sys/net/ipv4/tcp_window_scaling</strong></p>
<p>Si disattiva questa opzione e tutto funziona&#8230;. Ora dovrò indagare sull&#8217;utilità di tale funzionalità del protocollo. Ulteriori riferimenti, che qua mi appunto sono:</p>
<p></font>
<ul>
<li>
<h1 class="firstHeading"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/TCP_window_scale_option"><small></small><small>TCP window scale option</small></a></h1>
</li>
<li>
<h1><a href="http://lwn.net/Articles/92727/"><small></small><small>TCP window scaling and broken routers</small></a></h1>
</li>
</ul>
<p><font size="-1"><br />Nelson<br /></font></p>
<p class="poweredbyperformancing">Powered by <a href="http://scribefire.com/">ScribeFire</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google penalizza i link a pagamento!</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/26/google-penalizza-i-link-a-pagamento/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 06:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo stamattina una notizia molto importante. Google penalizza tutti quei link provenienti da siti che vendono link. Questo mercato è nato negli ultimi anni, quando in internet ha iniizato a dilagare la febbre da pagerank. Pagerank è l&#8217;algoritmo utilizzato da Google per dare un&#8217;indicazione dell&#8217;importanza. Alcuni siti hanno iniziato a vendere link ed ora Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://searchengineland.com/071007-173841.php" title="Official: Selling Paid Links Can Hurt Your PageRank Or Rankings On Google">Leggo stamattina una notizia</a> molto importante. Google penalizza tutti quei link provenienti da siti che vendono link. Questo mercato è nato negli ultimi anni, quando in internet ha iniizato a dilagare la febbre da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank" title="pagerank">pagerank</a>. Pagerank è l&#8217;algoritmo utilizzato da <a href="http://www.google.it" title="google search engine">Google</a> per dare un&#8217;indicazione dell&#8217;importanza. Alcuni siti hanno iniziato a vendere link ed ora Google ha deciso di penalizzare questi siti, abbassando i loro pagerank. Per come funziona  il sistema del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank" title="pagerank">pagerank</a> poi questo si ripercuote a cascata su chi ha acquistato link che si ritrova con un pagerank ancora più basso.</p>
<p>Ulteriori azioni potranno addirittura essere quelle di rimuovere dall&#8217;indice questi siti di link a pagamento. Questo insegna due cose. Innanzitutto Google ha un potere estremamente elevato sui link e sul mercatodi internet, il che è male. Secondo, <strong>comperare link non serve</strong>, viva i link liberi!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>realizzazione screencast in Ubuntu Linux: conversione da ogg a flv passando per avi con mencoder</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/25/realizzazione-screencast-in-ubuntu-linux-conversione-da-ogg-a-flv-passando-per-avi-con-mencoder/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 07:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<category><![CDATA[screencast]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo visto tempo fa come effettuare uno screencast utilizzando l&#8217;utility di Linux recordmydesktop. Vediamo ora come codifica in formato flash (.flv) il video realizzato, che è un forma .ogg vorbis.

come prima cosa effettuiamo un passaggio intermedio nel formato .avi. E&#8217; importante effettuare questa operazione, anche perchè a questo livello possiamo utilizzare avidemux per effettuare delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nelsonenterprise.net/2007/09/04/creare-screencast-con-ubuntu-linux-utilizzo-di-recordmydesktop/" title="Creare screencast con Ubuntu Linux - Utilizzo di recordmydesktop">Abbiamo visto</a> tempo fa come effettuare uno screencast utilizzando l&#8217;utility di Linux recordmydesktop. Vediamo ora come codifica in formato flash (.flv) il video realizzato, che è un forma .ogg vorbis.</p>
<p><span id="more-30"></span></p>
<p>come prima cosa effettuiamo un passaggio intermedio nel formato .avi. E&#8217; importante effettuare questa operazione, anche perchè a questo livello possiamo utilizzare avidemux per effettuare delle modifiche al nostro video, ad esempio aggiungendo titoli concatenando più video assieme.</p>
<p>Il comando di conversione da .ogg a .avi è il seguente (rischiede il programma mencoder che fa parte in Ubuntu  dell&#8217;omonimo pacchetto)</p>
<pre><strong> $mencoder file.ogg  -oac mp3lame -lameopts mode=2:cbr -ovc lavc -o file.avi </strong></pre>
<p>Ora resta solo da effettuare la conversione in .flv che può essere realizzata con il seguente comando, che fra le altre cose effettua un resize  a 640&#215;480 del video.</p>
<pre><strong>  $mencoder file.avi -o file.flv -of lavf -oac mp3lame -lameopts br=192</strong></pre>
<pre><strong> -af lavcresample=22050 -srate 22050 -ovc lavc -lavcopts </strong></pre>
<pre><strong>vcodec=flv:vbitrate=2000:autoaspect:mbd=2:trell:v4mv </strong></pre>
<pre><strong>-vf scale=640:480 -lavfopts </strong></pre>
<pre><strong>i_certify_that_my_video_stream_does_not_use_b_frames</strong></pre>
<p>Per   effetuare un resize ad una dimensione diversa è sufficiente modificare il parametro <em>scale= </em>inserendo le dimenzioni nella forma <em>scale=larghezza:altezza.</em></p>
<p>Per chi desidera ho a disposizione un semplice script che realizza tutte le operazioni in maniera automatica.</p>
<p>nelson</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Da Microsoft Access a PostgreSQL: convertire lo schema di un database</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/25/da-microsoft-access-a-postgresql-convertire-lo-schema-di-un-database/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 07:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[applicazioni web]]></category>

		<category><![CDATA[postgresql]]></category>

		<category><![CDATA[software libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello sviluppo di una mia applicazione (di cui si parla, per vari aspetti qua e qua) mi trovo a dover effettuare una operazione alquanto &#8220;critica&#8221;, ovvero convertire un database realizzato con microsoft access per poterlo utilizzare con PostgreSQL, importando i dati e poi ridisegnando tutto il db. Vediamo come effettuare l&#8217;operazione di migrazione dello schema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nello sviluppo di una mia applicazione (di cui si parla, per vari aspetti <a href="http://nelsonenterprise.net/2007/10/23/setup-di-un-progetto-ruby-on-rails-con-svn/" title="setup di un progetto ruby on rails con svn">qua</a> e <a href="http://nelsonenterprise.net/2007/10/19/to-web-or-not-to-web-pensieri-per-unapplicazione-web/" title="To web or not to web? Pensieri per un’applicazione web">qua</a>) mi trovo a dover effettuare una operazione alquanto &#8220;critica&#8221;, ovvero convertire un database realizzato con microsoft access per poterlo utilizzare con <a href="http://www.postgresql.org/" title="PostgreSQL homepage">PostgreSQL</a>, importando i dati e poi ridisegnando tutto il db. Vediamo come effettuare l&#8217;operazione di migrazione dello schema dati.</p>
<p><span id="more-29"></span></p>
<h2>Lo schema da migrare</h2>
<p>Lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Database_schema" title="Schema database">schema</a> che mi trovo a dover migrare è composto da 65 tabelle, per un totale di 100000 record. Il primo passo è quello di importare la definizione delle varie tabelle. Qua ci sono subito dei problemi.</p>
<ol>
<li>Estrarre la definizione del DB.</li>
<li>Creare il file SQL  corrispondente per l&#8217;import e realizzare l&#8217;import vero e proprio.</li>
</ol>
<p>L&#8217;utility per l&#8217;analisi della struttura dei database di <a href="http://www.microsoft.com/" title="Microsoft Homepage">Microsoft</a> <a href="http://www.microsoft.com/office/access/default.asp" title="Microsoft Access Homepage">Access</a> è l&#8217;insieme di programmi che fanno capo al progetto <a href="http://mdbtools.sourceforge.net/" title="MDB Tools homepage">MDB Tools</a>. In particolare utilizzerò l&#8217;utility <strong>mdb-schema</strong> per estrarre la definizione dello schema.</p>
<p>L&#8217;utilizzo è semplice, almeno a prima vista. Infatti basta lanciare il comando</p>
<pre>mdb-schema -S database.mdb postgresql</pre>
<p>per avere a video lo schema del database. L&#8217;opzione -S inserisce degli underscore &#8220;_&#8221; al posto degli spazi.Qua però iniziano i problemi. Lo schema SQL generato  contiene alcune imperfezioni che non lo rendono utilizzabile per un import diretto in <a href="http://www.postgresql.org/" title="postgresql homepage">PostgreSQL</a>.</p>
<p>Come prima  cosa i nomi delle tabelle e dei campi sono un mix di maiuscolo e minuscolo, cosa che non è bella per <a href="http://www.postgresql.org/" title="PostgreSQL homepage">postgreSQL</a>. per cui il primo passo è quello di prendere riga per riga le stringhe in output e convertire tutti i caratteri in minuscolo. Qua viene in aiuto la mia esperienza di sistemista <a href="http://www.linux.org">Linux</a>. Una semplice pipe del comando precedente con</p>
<pre>tr "[:upper:]&#8221; &#8220;[:lower:]&#8220;</pre>
<p>realizza quanto serve. Ora però c&#8217;è ancora una cosa che non va. mdb-schema è un ottimo tool, peccato che quando incontra colonne di cui non conosce il corrispettivo <a href="http://www.postgresql.org/" title="PostgreSQL homepage">postgreSQL</a> si limita a mettere come tipo di dati un &#8220;postgres_unknown 0&#215;0c&#8221;. Per cui serve un&#8217;altra semplice sostituzione, da realizzare con sed</p>
<pre>sed -e  "s/postgres_unknown 0x0c/text/g"</pre>
<p>A questo punto il file SQL è pronto. Ultimo dettagli è quello di  commentare (con i 3 meno &#8220;&#8212;&#8221; le stringe di drop delle tabelle, visto che il DB che uso è vuoto e le tabelle non esistono).La stringa da dare a riga di comando sarà, mettendo tutto assieme</p>
<pre>mdb-schema -S db-orig.mdb postgres |  tr "[:upper:]&#8221; &#8220;[:lower:]&#8221; | sed -e  &#8220;s/postgres_unknown 0&#215;0c/text/g&#8221; | sed -e &#8220;s/drop/&#8212;drop/g&#8221; &gt; sql/mdb-dump.sql</pre>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Strumenti per le keywords - SEO Book Keyword Suggestion Tool</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/24/strumenti-per-le-keywords-da-google/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 11:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Parole, parole,parole
Pensando di voler posizionare ai primi posti un nostro sito un problema essenziale è quello di cercare parole di ricerca &#8220;buone&#8221;. Per buone intendo parole chiave abbastanza ricercate ma non così ricercate da far si che sia solo una possibilità remota quella di trovarsi nella prima pagina dei risultatii di google per quell parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Parole, parole,parole</h1>
<p>Pensando di voler posizionare ai primi posti un nostro sito un problema essenziale è quello di cercare parole di ricerca &#8220;buone&#8221;. Per buone intendo parole chiave abbastanza ricercate ma non così ricercate da far si che sia solo una possibilità remota quella di trovarsi nella prima pagina dei risultatii di google per quell parola chiave.<span id="more-28"></span></p>
<p>Per trovare delle parole chiave che possano portare traffico al nostro sito abbiamo parecchi strumenti nelle nostra mani. Uno ottimo strumenti che aggrega risultati di altre parti è il  <a href="http://tools.seobook.com/general/keyword/" title="SEO Book Keyword Suggestion Tool">SEO Book Keyword Suggestion Tool.</a></p>
<p>Questo strumento ci consente di trovare parole chiave collegate a una che noi andremo ad inserire e ci mostrerà statistiche prese da google e da altri servizi. Una volta capito quali saranno le parole chiavi essenziali per il nostro business sarà più facile riuscire a creare delle pagine ottimizzate per quelle parole e convogliare più traffico sui nostri siti.</p>
<p>Nei prossimi articoli vi mostrerò come utilizzarlo per creare delle buona chiavi di ricerca e vedremo il funzionamento sul traffico di un sito che gestisco.</p>
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		</item>
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		<title>setup di un progetto ruby on rails con svn</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/23/setup-di-un-progetto-ruby-on-rails-con-svn/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 06:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[rails]]></category>

		<category><![CDATA[software libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello sviluppo del gestionale che sto realizzando con Ruby on Rails ho subito avuto l&#8217;esigenza di poter usare in maniera facile svn. Mi sono subito reso conto che serve ed è essenziale poter mettere tutto il progetto ruby on rails sotto svn, selezionando per bene cosa mettere in svn e cosa lasciare da solo. Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nello sviluppo del gestionale che sto realizzando con Ruby on Rails ho subito avuto l&#8217;esigenza di poter usare in maniera facile svn. <em>Mi sono subito reso conto che serve ed è essenziale poter mettere tutto il progetto ruby on rails sotto svn</em>, selezionando per bene cosa mettere in svn e cosa lasciare da solo. Ho quindi realizzato lo script che trovate in allegato che ora commenterò<span id="more-27"></span></p>
<p>Lo script <a href="http://www.nelsonenterprise.net/mk_rails_svn_project.sh"><em>mk_rails_svn_project.sh</em></a> è un semplice script di bash che accetta un unico parametro obbligatorio, il nome del progetto che si intende realizzare. Il programma effettuerà le seguenti operazioni:</p>
<ol>
<li> <strong>creazione dela cartella per il progetto nel repository SVN locale</strong>. Il repository viene considerato in ~/svn. Per cambiare l&#8217;impostazione al momento è necessario modificare a mano lo script. se vi saranno interessi da parte vostra modificherò lo script inserendo un parametro per il setuo del repository SVN.</li>
<li><strong>creazione del progetto rails</strong> (l&#8217;eseguibile rails deve essere nel path). Nello script viene inizializzato il progetto per poter essere utilizzato con il database postgresql. anche questa impostazione può essere modificata nello script.</li>
<li><strong>Vengono tolte da SVN le parti che non hanno bisogno del controllo di versione</strong>, quali la cartella dei log e il file di configurazione del database (viene agigunto ma rinominato come config/database.yml.sample</li>
<li><strong>Rimuove il  file public/index.html</strong></li>
</ol>
<p>Per ogni dubbio e/o esigenza non esitate a <a href="mailto:nelson1977@gmail.com">contattarmi</a>!</p>
<p>dott. Pollini Andrea</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Microsoft, Antitrust e software libero</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/23/microsoft-antitrust-e-software-libero/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 06:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[software libero]]></category>

		<category><![CDATA[windows vista]]></category>

		<category><![CDATA[windows xp]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente si chiude un capitolo
Ieri L&#8217;Antitrust Europeo e Microsoft hanno chiuso la diatriba che durava da ormai 3 anni. Il contenzioso era abbastanza complesso ma credo che un punto in particolare meriti di essere analizzato. Lo spazio, l&#8217;aria nuova che questo accordo dovrebbe dare al software Open Source.
I vantaggi per L&#8217;Open Source
Con l&#8217;accordo siglato Microsoft [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Finalmente si chiude un capitolo</h2>
<p>Ieri L&#8217;Antitrust Europeo e Microsoft hanno chiuso la diatriba che durava da ormai 3 anni. Il contenzioso era abbastanza complesso ma credo che un punto in particolare meriti di essere analizzato. Lo spazio, l&#8217;aria nuova che questo accordo dovrebbe dare al software Open Source.</p>
<h2>I vantaggi per L&#8217;Open Source</h2>
<p>Con l&#8217;accordo siglato Microsoft paga parecchi soldini, ma la cosa più interessante è quasta.</p>
<h3>microsoft dovrà fornire agli sviluppatori software tutte le informazioni per poter realizzare software che si interfaccino bene con Windows.</h3>
<p>Questo è il grande risultato! Prima queste informazioni erano disponibili solo per cifre elevatissime. Ora con &#8220;soli&#8221; 10000 EURO sarà possibile ottenere tutte le specifiche necessarie per realizzare progetti che si interfaccino con i prodotti di casa Microsoft.</p>
<p>Vedremo i risvolti, ma credo proprio sarà aria nuova&#8230;.</p>
<p>dott. Andrea Pollini</p>
<p>Per approfondire leggete <a href="http://investing.reuters.co.uk/news/articleinvesting.aspx?type=tnBusinessNews&amp;storyID=2007-10-22T114840Z_01_BRE001179_RTRIDST_0_BUSINESS-MICROSOFT-EU-DC.XML&amp;pageNumber=2&amp;imageid=&amp;cap=&amp;sz=13&amp;WTModLoc=InvArt-C1-ArticlePage2" title="Microsoft finally bows to EU antitrust measures">la notizia</a> (in inglese).</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Problemi ADSL e DNS&#8230;. dnsmasq aiuta</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/22/problemi-adsl-e-dns-dnsmasq-aiuta/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 12:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema
Navigando con l&#8217;ADSL di Alice mi capita spesso di trovarmi nella situazione in cui i DNS non rispondono in tempi ragionevoli. Per ovviare a questo vediamo un pò come ho fatto. Ci servono due strumenti:

OpenDNS: un DNS che possiamo utilizzare al posto di quelli di alice.
dnsmasq: strumento per aveere una copia locale(cache) dei record [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Il problema</h2>
<p>Navigando con l&#8217;ADSL di Alice mi capita spesso di trovarmi nella situazione in cui i DNS non rispondono in tempi ragionevoli. Per ovviare a questo vediamo un pò come ho fatto. Ci servono due strumenti:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.opendns.com/" title="OpenDNS | Providing A Safer And Faster Internet">OpenDNS</a>: un DNS che possiamo utilizzare al posto di quelli di alice.</li>
<li><a href="http://www.thekelleys.org.uk/dnsmasq/doc.html" title="Dnsmasq - a DNS forwarder for NAT firewalls.">dnsmasq</a>: strumento per aveere una copia locale(cache) dei record DNS.</li>
</ol>
<p>Vediamo come realizzare la nostra soluzione. La trattazione farà riferimento ad Ubuntu Linux, ma è adattabile con facilità a tutte le distribuzioni.<span id="more-25"></span></p>
<h2>Impostazione del DNS e di dnsmasq in Ubuntu Linux.</h2>
<p>come primo passo occorre sostituire i DNS di telecom (che indica di non indicare alcun indirizzo dns in quanto viene assegnato al momento in cui ci connettiamo, con i dns di OpenDNS. Per fare questo occorre settare come DNS i seguenti indirizzi:</p>
<pre>				208.67.222.222
 				208.67.220.220</pre>
<p>Installare DNSmasq è semplicissimo. Basta da terminale lanciare il comando</p>
<pre>$sudo aptitude install dnsmasq</pre>
<p>A questo punto si apre il file di configurazione /etc/dnsmasq.conf e si inserisce la riga</p>
<pre> listen-address=127.0.0.1</pre>
<p>Fatto questo si modifica il file /etc/resolv.conf inserendo la riga</p>
<pre>nameserver 127.0.0.1</pre>
<p>in testa all&#8217;elenco dei nameserver registrati.</p>
<p>A questo punto si riavvia dnsmasq  con</p>
<pre>$sudo /etc/init.d/dnsmasq restart</pre>
<p>Vediamo che se richiediamo due volte informazioni sul dominio google.com col comando</p>
<pre>$dig google.com</pre>
<p>nella seconda richiesta otterremo come ultime righe qualcosa di simile</p>
<pre>;; Query time: 1 msec
;; SERVER: 127.0.0.1#53(127.0.0.1)
;; WHEN: Mon Oct 22 14:25:59 2007
;; MSG SIZE  rcvd: 76</pre>
<p>Vorrà dire che sarà stato dnsmasq a rispondere alla nostra richiesta, con un  tempo di 1ms contro un tempo medio di 150ms per richieste dirette al DNS remoto, un bel vantaggio, non credete?</p>
<p><a href="mailto:nelson1977@gmail.com"> dott. Pollini Andrea </a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento da Ubuntu Fiesty ad Ubuntu Gutsy</title>
		<link>http://nelsonenterprise.net/2007/10/22/aggiornamento-da-ubuntu-fiesty-ad-ubuntu-gutsy/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 08:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nelson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio PC server aveva bisogno di un aggiornamento. La distribuzione Linux di partenza era Ubuntu Fiesty, ora invece c&#8217;è una bellissima Ubuntu Gutsy, nuova di zecca!
Il processo di aggiornamento ad una nuova versione di una distribuzione Linux è sempre stato complesso e rischioso, spesso ci si trovava con un aggiornamento inconsistente. La mia situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio PC server aveva bisogno di un aggiornamento. La distribuzione Linux di partenza era Ubuntu Fiesty, ora invece c&#8217;è una bellissima Ubuntu Gutsy, nuova di zecca!</p>
<p>Il processo di aggiornamento ad una nuova versione di una distribuzione Linux è sempre stato complesso e rischioso, spesso ci si trovava con un aggiornamento inconsistente. La mia situazione di partenza poi era il quanto più possibile &#8220;reale&#8221;, avendo aggiunto tanti pacchetti custom e almeno una ventina di repository, quelli di <a href="http://pollycoke.wordpress.com">trevino</a>.</p>
<p><span id="more-24"></span></p>
<h2>Aggiorniamo! addio fiesty, benvenuta gutsy!</h2>
<p>La procedura di aggiornamento da fiesty a gutsy, o, per parlare in termini &#8220;ubuntu&#8221;, dell&#8217;avanzamento di versione, è quantomeno semplice. Ricordo quando l&#8217;aggiornamento con altre distribuzioni sia stato sempre problematico, specie su macchine di produzione. Per aggiornare, la procedura è semplice.</p>
<h3>Sistemare sources.list</h3>
<p>Il passo preliminare necessario, che a me causava problemi al primo tentativo di aggiornamento, è stato quello di rimuovere dal file sources.list tutti i repository non di ubuntu. Infatti tanti repository non hanno ancora pacchetti per ubuntu gutsy e questo causa problemi al processo di aggiornamento. Per effettuare questa operazione apriamo il nostro file sources.list con il comando</p>
<pre>$sudo vi /etc/apt/sources.list</pre>
<p>e rimuoviamo manualmente le righe. Se amate l&#8217;ambiente grafico potete fare le stessa cosa con gedit</p>
<pre>$gksudo gedit /etc/apt/sources.llist</pre>
<h3>Aggiorniamo</h3>
<p>Ci si potrebbero aspettare mille passaggi da fare per aggiornare la distribuzione, invece devo dire che il lavoor fatto da Canonical è quantomeno eccelso. E&#8217; sufficiente utilizzare il comando</p>
<p>$sudo update-manager -c -d</p>
<p>e seguire le semplici operazioni a video. In particolare è sufficiente selezionare l&#8217;avanzamento di versione e&#8230;. aspettare! L&#8217;utility di aggiornamento effettuerà tutte le operazioni necessarie, informandoci su cosa sta via via aggiornando. Il processo necessita di un paio di orette, e visto che vi verranno poste domande duratne la procedura di aggiornamento, non si guadagnerà tempo lanciandolo di notte <img src='http://www.nelsonenterprise.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>dott. Pollini Andrea</p>
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